Quello che abbiamo affrontato a Caposele è un trekking molto particolare. Non presenta difficoltà tecniche, ma l'ambiente è estremamente piacevole e istruttivo. Abbiamo percorso il Sentiero delle 7 Fontane, un itinerario che attraversa il bacino idrico più importante d'Europa, quello che disseta l'intera Puglia.

      Punto di partenza/arrivo: Caposele (AV) – Loc. Poggio/Acquedotto (40.8228736N, 15.2104044E)
      Punto più alto: 1298 m s.l.m.
      Dislivello: +/- 750 m
      Lunghezza: 13,2 km

      Difficoltà: E (Escursionistico)

      percorso dell'escursione

 

L'imbuto naturale del Sele

La conformazione del terreno è affascinante: il massiccio assorbe come una spugna l'acqua piovana e lo scioglimento della neve. Sotto, però, incontra uno strato di argilla impermeabile che impedisce all'acqua di scendere in profondità. Come un grande imbuto naturale, impiega circa 6 mesi per far sgorgare l'acqua a Caposele attraverso circa 90 sorgenti diverse.

La particolarità assoluta è che, al contrario della maggior parte delle sorgenti che si riducono in estate, qui la portata è massima proprio nei mesi caldi, quando il bisogno d'acqua è più alto. Complessivamente si producono addirittura fino a 6000 litri al secondo: per legge il 10% viene rilasciato nel Sele per garantirne la sopravvivenza (pensate che ai tempi dei Romani il fiume era navigabile!), mentre il restante 90% parte per la Puglia.

Cronaca della gita

foto di ettore panella nel bosco di CaposeleIl sentiero è in realtà una strada sterrata ampia, dove potrebbero passare anche i fuoristrada. È quindi una camminata facile dal punto di vista del fondo, anche se il dislivello di 750 metri si fa sentire. L'anello unisce sette antiche fontane, un tempo vitali per gli abitanti e per il bestiame, testimonianza di una vita passata in simbiosi con la natura.

L'inizio e il piccolo "giallo" stradale

Lungo il percorso i cartelli sono ottimi ed è difficile perdersi. Il vero problema è arrivare in auto al punto di partenza! È facile imboccare una strada sbagliata che finisce in un vicolo cieco, costringendo a manovre e retromarce. Una volta giunti a Caposele, il mio consiglio è di chiedere informazioni precise alla biglietteria delle Sorgenti del Sele (Piazza Sanità) o alla stazione di gestione dell'Acquedotto Pugliese.

Il bosco e le prime tappe

Abbiamo faticato a scorgere la prima tappa, la Fontana del Saracino, perché era quasi sommersa dalla vegetazione rigogliosa di maggio. Nonostante il bel sole iniziale, gli alberi ad alto fusto (abbiamo riconosciuto maestose querce, castagni, faggi e persino abeti) ci hanno regalato un’ombra fresca e rigenerante. Ogni tanto il cammino è scandito da piccole edicole votive, dove i lavoratori di un tempo pregavano per il raccolto o per la protezione durante la giornata.

 

Il cambio del tempo e il Belvedere

Dopo una sosta alla Fontana Cirasulu, il cielo ha iniziato a farsi nuvoloso. Purtroppo non abbiamo scelto la giornata ottimale. Alla Fontana Mauta abbiamo consumato uno spuntino veloce e superato la bella area pic-nic attrezzata che si trova lì vicino. I nostri polmoni ci hanno ringraziato per l'aria purissima e ricca di ossigeno che si respira in questa foresta.

 

Abbiamo raggiunto il punto più alto a 1298 metri nei pressi del Belvedere Lagarelli, superando il Rifugio della Foresta. Qui il bosco si apre improvvisamente e la vista sulla vallata e sui monti circostanti è magnifica. Avevamo programmato il pranzo nell'area pic-nic del belvedere, ma una pioggia leggera ci ha impedito di goderci il momento conviviale.

 

Il ritorno panoramico

A causa del tempo incerto, abbiamo deciso di saltare le fontane che richiedevano deviazioni dal sentiero principale. La via del ritorno è stata però molto panoramica: si vede distintamente Caposele e il Santuario di Materdomini (San Gerardo). Dopo le tappe veloci alla Fontana Canalu e alla Fontana di San Biagio, siamo tornati alle auto.

 

Visita all'Acquedotto

Prima di ripartire, siamo tornati in paese per visitare la stazione di pompaggio dell'Acquedotto Pugliese (costo 2 € con guida). È stata una conclusione istruttiva: vedere dal vivo quel fiume d'acqua che parte per dissetare milioni di persone dà un senso profondo a tutta la camminata fatta sopra le loro teste.

 

In totale abbiamo percorso poco più di 13 km. È un'esperienza che consiglio sinceramente, vale davvero la pena.