una mia foto vicino l'acquedotto

Oliveto Citra e le Mefite: escursione tra geologia e archeologia

Esistono luoghi dove il velo tra storia, leggenda e geologia si fa sottile. Oliveto Citra è uno di questi. Escursione semplice, ritmo lento e sguardo attento: questo percorso è un connubio perfetto tra la memoria di un territorio e la potenza inarrestabile della natura. È un cammino adatto a tutti, che richiede solo un po' di attenzione nelle fasi finali.

1. Partenza dalla piazza Garibaldi di Oliveto Citra

Prima di iniziare, vi consiglio di visitare il piccolo museo all'interno del castello. Un consiglio prezioso: contattate preventivamente il comune o l'associazione Mefitis, poiché trattandosi di una struttura piccola potrebbe non essere aperta o necessitare di una richiesta specifica. Spesso la ricchezza culturale del nostro territorio non ha risorse sufficienti per essere gestita quotidianamente, quindi verificate sempre prima.

2. Il Belvedere e le Mura

Dalla piazza ci dirigiamo verso il vecchio tracciato delle mura. Oliveto Citra, come molti paesi antichi della zona, sorge in posizione sopraelevata per dominare e controllare l'intera vallata. Una volta arrivati al belvedere, godetevi la vista sull'imbocco della Valle del Sele.

panorama visto dal belvedere di Oliveto Citra

3. La Chiesa e la Dea Mefitis

Prima tappa del cammino: una antica chiesa. Questo paese è stato duramente colpito dal terremoto del 1980 e questa è una delle poche strutture che si è salvata. La particolarità? Si ritiene che sorga sui resti di un antico luogo di culto dedicato alla Dea Mefitis, divinità venerata dagli Osci e dai Sanniti, protettrice delle acque e, di conseguenza, del latte materno. Ricordate questo nome: la Dea tornerà utile più avanti.

4. Verso l'antico mulino

Il sentiero è comodo e non presenta particolari difficoltà. In lontananza si vede l'acquedotto dell'800 che in passato portava l'acqua a un mulino, oggi ridotto a rudere. Facciamo una sosta fotografica prima di ripartire verso la prima mofeta.

5. Il fenomeno delle prime mofete

Incontriamo la prima mofeta prevista in questa gita. Ce ne sono due in realtà: una si trova sotto un ruscello e regala lo spettacolo di quest'acqua che sembra bollire, perché l'anidride carbonica in uscita deve superare lo strato liquido. Vicino c'è la seconda, dove il gas non incontra acqua: l'emissione è invisibile, ma il terreno è desolato. L'effetto della CO2 è strano: le piante non sopravvivono dove la concentrazione è eccessiva, ma appena fuori da quest'area il gas agisce come fertilizzante, rendendo la vegetazione rigogliosa e splendida.

 

 

6. Punti di riferimento: Fontana e Piscine

Si prosegue verso la mofeta più importante. Rifacciamo il percorso al contrario fino a raggiungere la strada locale, tranquilla e poco trafficata e si prosegue. Per orientarvi, tenete d'occhio questi due punti chiave:

      La fontana: incontrerete una bella fontana realizzata utilizzando un'antica macina in pietra.

      Le piscine coperte: proseguendo arriverete in prossimità del centro sportivo che serve tutto il comprensorio. Superato questo, il sentiero vi porterà verso il torrente Piceglia.

7. La Mofeta principale e la sicurezza

Siamo vicini. La zona morta è semplice da individuare: cercate la macchia nel verde dove la vegetazione scompare.

Attenzione: non portate animali da compagnia e sorvegliate i bambini. I gas sprigionati sono più pesanti dell'aria e tendono a concentrarsi vicino al terreno. Un tempo la mofeta era un centinaio di metri più in là, ma decenni fa si tentò di chiuderla con la terra: stolto è chi pensa di poter domare la natura. La mofeta ha trovato un altro punto vicino da cui sfogare. Lo spettacolo è impressionante, degno di una divinità.

Nota di sicurezza: State sempre nella parte alta della mofeta, mai in quella bassa.

 

 

 

8. Il rientro

A questo punto l'escursione volge al termine. Potete tornare indietro sui vostri passi oppure prendere la stradina che riporta direttamente al paese, sbucando esattamente di fronte alla chiesa della Madonna della Consolazione.

 

Nota importante

Per questa escursione mi sono aggregato al gruppo organizzato dall'Associazione Mefitis. Consiglio vivamente di contattarli per approfittare della loro competenza e conoscere meglio la storia geologica e archeologica di questi luoghi.